ORMONOTERAPIA ADIUVANTE
(POST-OPERATORIA )
Se il tumore esprime i recettori per gli estrogeni (ER ) e/o per il progesterone ( PgR ) l’ ormonoterapia utilizzata da sola o in associazione alla chemioterapia rappresenta la terapia post-operatoria standard indipendentemente dagli altri fattori prognostici
( età , stato pre o post menopausale , eventuale interessamento dei linfonodi ascellari e dimensioni della neoplasia ) .
Maggiore è l’ epressione recettoriale del tumore maggiore è la risposta che si ottiene dall’ ormonoterapia .
Se è sovra espressa la proteina HER-2 /neu ( e questo si vede dall’ esame istologico ),
c’è una minore risposta al trattamento ormonale con tamoxifene e quindi tale informazione è importante per istituire l’ ormonoterapia piu’ giusta .
L’ antistrogeno tamoxifene ( 20 mg / die ) è uno dei piu’ utilizzati e la sua durata deve essere di cinque anni .
Una durata piu’ lunga di utilizzo non sembra associata ad ulteriori vantaggi .
Nel corso del suo utilizzo andra’ controllato periodicamente il foglietto interno dell’ endometrio con una visita ginecologica annuale e con un‘ ecografia trans - [CENSORED] le al fine di valutarne lo spessore .
Gli inibitori dell’ aromatasi nelle donne in post- menopausa che hanno tumori mammari con recettori ormonali ER e/o PgR è considerata un ‘ opzione adeguata .
La scelta dell’ ormonoterapia andrà naturalmente sempre discussa con il proprio oncologo di fiducia ed andrà impostata sulla base della specifica situazione clinica e di eventuali patologie concomitanti .
Nelle donne in pre - menopausa , con una neoplasia con recettori ormonali espressi , va anche attuata la soppressione ovarica ( con LH-RH analogo per la durata dai 2 ai 5 anni ) .
Va anche ricordato che la chemioterapia utilizzata in donne di oltre 40 anni può condurre al blocco della funzione ovarica , e tale effetto sarà sicuramente un beneficio nelle donne che esprimono i recettori ormonali nella neoplasia mammaria .